Robin De Kruijf

Robin De Kruijf

Una Piacenza troppo forte per tutte, non lascia alcuna speranza alla Foppapedretti  e conquista la sua seconda Coppa Italia consecutiva, dopo quella di Varese.
La squadra di Caprara vince anche la finalissima con Bergamo, senza grosse difficoltà,  e da un segnale di forza fortissimo a tutte le avversarie per lo scudetto: nelle due partite non ha lasciato alle rivali nemmeno un set, e le due partite giocate le ha vinte con una facilità quasi disarmante.Bergamo ha cercato di riaprire i giochi, nel terzo set, ma quando la Rebecchi ha accelerato nuovamente non c’è più stata partita.

Caprara è riuscito laddove non era riuscito Chiappafreddo: bloccare Diouf. Una volta arginata la milanese di Bergamo, tutto il resto è stato molto più facile.
Diouf è infatti partita bene, ma si è poi spenta nel proseguio della partita, fino ad avere un 9% in attacco nel secondo set.

Lavarini ha cercato, comunque, nel corso del match di cambiare l’inerzia della partita, cambiando le bande (Sylla per Blagojevic prima e per Loda dopo), cambiando il palleggio e provando anche a dare respiro a Diouf con Klisura.
La difesa di Piacenza era però troppo ben organizzata, e gli attacchi di Bergamo si sono rivelati sterili e poco precisi.

In alcune  fasi iniziali dei vari set la partita è stata in equilibrio, ma Piacenza ha quel qualcosa in più che a Bergamo ancora manca: la giocatrice capace di spezzare l’inerzia del set, soprattutto a servizio.
Mejiners nel primo set, e Bramoborova nel secondo, sono riuscite a scavare quel solco che poi per Bergamo è risultato incolmabile, portando quindi la possibilità di realizzare quei break che Bergamo difficilmente è riuscita a portare a casa.
Da aggiungere inoltre una Bosetti strepitosa, una Ferretti fantasiosa e precisa, e una Sansonna capace di andare a raccogliere diversi palloni che sembravano dover cadere.

La Foppapedretti, di suo, non ha nulla su cui recriminare. Anzi, per l’ennesima volta tutta la società, a partire dalla dirigenza, continuando con lo staff tecnico e finendo con le giocatrici, ha dimostrato tutta la sua competenza e lungimiranza.
Basti guardare i nomi in campo, ma non per i nomi fini a se stessi, ma per l’esperienza che si portano dietro: Bosetti, Meijners, Ferretti, Leggeri, Sansonna.
Anche la panchina può vantare giocatrici di caratura, come per esempio Caracuta, che nel suo piccolo qualcosina ha vinto.
Piacenza è sicuramente una corazzata che, grazie alla bravura di una dirigenza capace, sta vincendo in Italia e, si spera, vincerà anche in Europa.
La bravura di questa dirigenza è stata anche quella di scegliere un allenatore che, nel panorama pallavolistico, fa sicuramente la differenza.

Bergamo ha invece una squadra con la media anagrafica sicuramente tra le più basse in serie A, eppure anche se con margini risicatissimi è sempre li, arriva sempre in fondo.
Final four lo scorso anno e quest’anno. Semifinale scudetto lo scorso anno.

Se queste sono le basi per il futuro c’è da ben sperare.
Piacenza invece può godersi il suo presente, e sicuramente il suo futuro.
Questa è una squadra che potrà togliersi ancora parecchie soddisfazioni.

(M. Fittipaldi)

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