(foto Web) Eva Mazzocchi, diciottenne da pochi giorni, sarà il prossimo libero titolare di quella Piacenza riammessa in A1. Nata attaccante, è diventata in poco tempo il libero che raccoglierà l’eredità di una certa Paola Croce.  Noi di Momenti di Volley le abbiamo fatto alcune domande.

MDV: Ciao Eva. Iniziamo dalla fine. Il prossimo anno sarai titolare in A1. Quali sono le tue sensazioni?
EM:
Sono assolutamente entusiasta per l’occasione che mi è stata concessa dalla società e dal team. Se da un lato non posso nascondere che affrontare un campionato di così alto livello mi susciti una certa tensione sono convinta che potrò sempre contare sull’appoggio della società, dello staff tecnico e della squadra stessa.

MDV: Fino allo scorso anno avevi davanti un mostro sacro come Paola Croce. Quanto è stato importante allenarti con una campionessa di quel calibro?
EM:
Paola è stata per me non solo un esempio ma anche un’ amica a cui appoggiarmi durante il campionato. Inutile dire che guardando muoversi nel campo opposto al tuo una fuoriclasse come la Croce non si può che imparare.

MDV: Legandoci alla domanda precedente: la cosa più importante che sei riuscita a “rubare” da Paola?
EM: Sicuramente la grinta e l’amore per questo sport.

MDV: Diventare titolari giovanissime a livelli così alti, e in un campionato importante come quello italiano. Non c’è il rischio di “bruciarsi”?
EM: Probabilmente sì ma a me ora interessa solamente fare un buon campionato che soddisfi me stessa e la squadra senza tralasciare nessuno di quelli che ora sono i miei traguardi primari (la maturità e la patente). Poi credo non mancheranno tempo e modi per pensare al mio futuro pallavolistici e non.


MDV: Quest’anno maturità e Volley: due grossi impegni. Come conti di conciliarli?
EM: Come ho sempre fatto e cioè prestando attenzione alle lezioni in classe e studiando nei momenti liberi. Per fortuna posso contare sulla mia determinazione: ho in testa un risultato finale e farò di tutto per ottenerlo!!


MDV: Da attaccante a libero. La difficoltà più grossa che hai trovato nel cambio di ruolo?
EM: Penso che un attacante abbia meglio modo di sfogare le tensioni durante il match mentre per un libero se in un fondamentale non funzioni non funzioni. Poi in campo si trova sempre modo di uscire anche dalle situazioni più buie, e le difficoltà si superano.


MDV: La Rebecchi è la casa madre. Ma lasciando il cuore da parte, c’è una squadra in particolare per la quale vorresti giocare?
EM: Sinceramente no, ovvio che Bergamo e Pesaro sono i sogni di tutte le piccole giocatrici ma credo che a contare sia più l’onestà e la serietà della società a cui appartieni che il suo nome e la sua fama. E credo che Piacenza, nel suo piccolo, possa vantare questo genere di qualità.


MDV: Eva, qual è stata la scintilla che ti ha portato alla passione per il volley?
EM: A dire il vero ho cominciato per caso con un gruppo di non più di 20 ragazze ma credo che dopo aver vinto la prima partita, aver esultato tutte insieme al centro del campo con quei 20genitori come pubblico mi sia resa conto di cosa significa giocare e ora è troppo tardi per “disintossicarmi”..


MDV: In cosa deve migliorare Eva Mazzocchi per arrivare ad altissimi livelli?
EM: In tutto: dal modo di entrare in campo ai fondamentali come la ricezione e la difesa.


MDV: Ci racconti la sensazione provata quando ti hanno chiesto il primo autografo?
EM: Non sapevo nemmeno come firmare!! Poi grande entusiasmo senz’altro


MDV: Suona il telefono, la Rebecchi Piacenza dall’altra parte della cornetta che ti ha chiesto di giocare con loro. Qual è stata la reazione?
EM: Ok perfetto quando iniziamo?- credo di aver risposto proprio così. Lo speravo e prima o poi anche i sogni si avverano.


MDV: Raccontaci Eva fuori dalla palestra…..
EM: Purtroppo molto simile a quella dentro la palestra! Lunatica e, almeno di solito, sempre pronta ridere e scherzare. 

MDV: Un saluto per i lettori di Momenti di Volley?
EM: Certo!! Un bacione a tutti!!

 

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