Valeria Caracuta, palleggiatrice leccese (e non brindisina!) della Yamamay Campione d’Italia, si racconta a Momenti di Volley. Gioie, certezze,  paure, vittorie, futuro e famiglia. Tutto raccolto in questa intervista

Iniziamo proprio dalla fine: lo Scudetto. Quando è andato giù l’ultimo pallone: che sensazioni hai provato?
Quando eravamo sul 14-13 per Villa ho pensato “Oh Dio, non possiamo perdere! E’ il nostro anno!”. In quel momento mi è passato davanti agli occhi un anno intero, un anno meraviglioso fatto di vittorie e soddisfazioni, un anno in cui partita dopo partita abbiamo preso coscienza della forza della squadra … e ho pensato che non sarebbe stato giusto perdere, proprio per come era andato il campionato.
Ciò che ci ha dato la forza per fare sempre bene, anche in momenti come quello o come la partita di Coppa Italia contro Modena dove abbiamo avuto delle difficoltà, è sempre stato il gran gruppo che si era creato in quei mesi. L’alchimia che c’era tra noi era in grado di farci stare tranquille e di arrivare fino alla fine. Fino a quell’ultimo punto messo giù da Havlickova.
In quel momento non ho capito più nulla, mi sono buttata con tutte le compagne in mezzo al campo. E’ vero pochi mesi prima avevamo già vinto Coppa Italia e Coppa CEV … ma le sensazioni che si provano a vincere uno scudetto … beh … sono tutta un’altra cosa!

Quand’è che avete iniziato a realizzare che potevate vincere quello scudetto?
Un primo segnale direi che l’abbiamo avuto quando abbiamo fatto un po’ di turn-over con Chieri e Pavia e abbiamo comunque continuato a vincere; ci siamo rese conto che eravamo un gruppo di giovani ragazze in grado di giocare bene a pallavolo anche quando uscivano le titolari ed entravamo noi dalla panchina.
E l’altro segnale direi che è arrivato in finale di Coppa CEV in casa … in quella partita arrivavamo da una sconfitta e dovevamo vincere, e dovevamo farlo 4-0 contro una squadra come il Galatasaray!!! Dovevamo farlo per noi e anche per le 5.000 persone che erano venute a vederci.
Ecco lì abbiamo avuto la consapevolezza che potevamo fare veramente bene anche andando avanti.

 Che cosa prova una persona quando lavora una vita per raggiungere un obiettivo e riesce a raggiungerlo?
Partiamo dal presupposto che per me già essere arrivata a Busto è stato grandioso e ricordo che quando ho ricevuto la chiamata ho pensato “Non è possibile…”, perché io comunque arrivo dal sud e, senza nessuna cattiveria, posso dire che la pallavolo li non è molto seguita; il centro del movimento è qui al nord. Giù ci sono meno squadre e non c’è nessuno che ti segue tanto come qui.
Io sono cresciuta con papà che mi ha allenata, e quindi ho fatto tutto da me. Poi è arrivata la chiamata di Busto, poi la vittoria in Coppa Italia, la Cev ed infine lo scudetto… ho pensato “non è possibile, non sta succedendo proprio a me”.
Ci ho messo un po’ a realizzare, poi pian piano adesso sto iniziando a capire cosa mi sta succedendo.

Obiettivi per quest’anno?
Confermarsi è sempre difficile. E in più avendo fatto un campionato quasi perfetto lo scorso anno saremo la squadra da battere! 🙂 E in questi casi gli avversari quando giocano contro di te ci mettono sempre tutte le loro forze e anche qualcosa in più.
L’obiettivo è quindi quello di provare a ripeterci su tutti i fronti, a partire dalla Supercoppa che è un traguardo che sia noi che la società vogliamo fortemente raggiungere. Poi certo la Champions League è sicuramente difficile … ma ci proveremo anche lì!!!

 Se dovessi scegliere tra la Champions e lo Scudetto?
Forse la Champions … lo Scudetto lo abbiamo già vinto. (ride n.d.r.)
L’anno scorso forse tra Cev e Scudetto avrei scelto quest’ultimo, perché del resto lo Scudetto è pur sempre lo Scudetto.
Sicuro è che se anche quest’anno riusciremo a far gruppo proveremo a vincere tutto, anche perché abbiamo una gran squadra!

Secondo te, rispetto all’anno scorso, è cresciuto il livello tecnico della squadra? In cosa avete magari perso qualcosa e in cosa vi siete rafforzati?
Al centro sicuramente si. Con l’arrivo di Arrighetti a livello di centrali quest’anno abbiamo il top, perché in campo Bauer è un “animale” e Arrighetti anche (ride ancora n.d.r.).
Se la ricezione gira bene come lo scorso anno, diciamo che in quel reparto il nostro gioco potrebbe essere molto produttivo.
Kozuch non la conosco bene come gioco, ma ho visto che riceve e quindi in caso di necessità é una giocatrice versatile che potrebbe anche giocare da banda.
A livello generale la squadra è cresciuta, soprattutto in panchina.
C’è Faucette (“Che braccio che ha ragazzi!!!”), c’è Lombardo che è un’ottima giocatrice già nel giro della Nazionale, quindi direi che abbiamo completato l’organico.
Siamo un gruppo giovane, ma già con un po’ di esperienza e credo che a livello di gruppo, e non nelle individualità rispetto all’anno scorso siamo cresciute.
E penso che questo sia stato progettato anche per il turn-over, visto che quest’anno avremo la Champions che, rispetto alla Cev,non è a gara secca ma a gironi, quindi più difficile da gestire

Parliamo di mercato e del campionato che sta per iniziare … chi vedi come principale avversaria sulla carta?
Penso Piacenza, perché hanno mantenuto parte della rosa dello scorso anno che ha fatto bene e hanno fatto poi degli ottimi innesti con Meijners, Bosetti L. e Ferretti.
Flortie ad esempio e una giocatrice che stimo tantissimo.
E poi anche Villa Cortese e Modena. Poi c’è Chieri che nelle individualità è forse l’avversaria più forte: ha preso giocatrici del calibro di Piccinini e Guiggi, affiancandole a Bechis, Sirressi e Ravetta. Bisogna solo vedere come cresce il gruppo per capire dove potranno arrivare.
Credo sarà un campionato più equilibrato rispetto all’anno scorso, dove noi siamo scappate fin dall’inizio, con una parte alta della classifica più equilibrata.

 Durante la lunga pausa estiva ti sei data al Beach Volley: che esperienza è stata?
Un’esperienza nuova. Per uno sportivo stare fermo 4 mesi è davvero dura, quindi ho voluto provare il beach anche per evitare questo lungo periodo di assenza dalla palestra.
Mi sono trovata bene, sono contenta perché è comunque sempre una sfida palleggiare sulla sabbia, con il vento e con tutte le altre variabili.
Sicuramente questo mi ha dato maggiore esperienza e mi ha fatta crescere dal punto di vista tecnico.
Se poi ci mettiamo il fatto che abbiamo anche vinto … beh cosa potevo volere di più? (ride n.d.r.)

Valeria Caracuta ha seguito le Olimpiadi di Londra? Qual è il suo pensiero in merito al percorso della pallavolo in generale?
Ho seguito poco, ho seguito di più solo le fasi finali.
Partiamo dal Beach …. le due ragazze sono veramente forti, ci ho giocato contro diverse volte quando facevo il 2X2, e secondo me diventeranno ancora più forti. Cicolari ha fatto una gran scelta, a Beach è veramente brava.
E anche i ragazzi sono andati bene nel complesso.
Nell’indoor gli uomini direi che hanno fatto meglio di quello che ci si aspettasse e si sono messi al collo una bella medaglia di bronzo.
Le donne invece avrebbero sicuramente potuto fare qualcosa in più, ma non so da cosa sia dipeso:
L’unica cosa sicura è che dispiace tanto per giocatrici come Lo Bianco, per le quali potrebbe essere stata l’ultima Olimpiade. Soprattutto se pensi a tutto il lavoro che hanno fatto per arrivare lì e nonostante questo non sono riuscite a vincere una medaglia olimpica. E’ stato davvero un peccato.
Però sono convinta che come nazionale avremo un gran futuro. I presupposti per le giovani ci sono; vedo una buona generazione a partire dalle ragazze che lo scorso anno hanno vinto il campionato del mondo Juniores. Bisogna solo avere pazienza e dare loro lo spazio e il tempo per crescere.
Giocatrici come Caterina Bosetti o Giulia Pisani sono ragazze che fanno già ora la loro bella figura in una squadra di A1.

 Ci racconti la scelta del tuo numero di maglia?
Io ho sempre avuto il 5, ma quando sono arrivata a Busto lo scorso anno il 5 ce l’aveva Dall’Ora.
Mio padre mi ha sempre detto “Vale prendi il 14”, un po’ perché è il numero di Eleonora Lo bianco e magari porta bene, un po’ perché è un numero che a lui è sempre piaciuto. E quindi visto che 1+4 fa cinque alla fine ho scelto.
E infatti devo dire che ha portato molto bene! (ride n.d.r)
Quest’anno è arrivata Kozuch e mi ha detto che le sarebbe piaciuto avere il 14, ma ormai io ci sono affezionata, lo sento mio … e poi mi hanno anche fatto un fans club con questo numero … non posso proprio cambiarlo! Maggie non ti arrabbiare!!! 🙂

 Torniamo indietro di un po’ di anni, come ti sei avvicinata alla pallavolo? Da dove arriva il ruolo del palleggiatore?
Mamma giocava, papà allenava… sono cresciuta in palestra. Quando avevo pochi mesi mi hanno portata a vedere una partita e ho preso una pallonata in faccia, non mi sono nemmeno  messa a piangere.
Direi che era destino. 🙂
Poi papà mi ha allenata, mi ha cresciuta, finché una B1 mi ha chiamata e ho iniziato ad andare fuori.
Il mio ruolo? Beh mia mamma era una palleggiatrice, mia sorella gemella Laura è una palleggiatrice … direi che ce l’abbiamo nel sangue 🙂

Come è stata la prima esperienza lontana da casa?
La prima esperienza lontana da casa è stata a 18 anni in una B1 delle Marche. Pensate che ho festeggiato i miei 18 anni lontano dalla mia sorella gemella.
Ma la prima vera esperienza ad alti livello posso dire che è stata qui a Busto l’anno scorso.

Il salto dalla città del sud al nord come è stato?
Io sono di Lecce, anche se non so più come spiegarlo ai giornalisti che continuano a dire che sono brindisina. Quando ho accettato l’offerta tutti mi dicevano “attenta al nord, noi siamo solari, li loro sono chiusi, non danno confidenza” e invece devo dire che problemi non ne ho avuti, forse anche proprio grazie al mio carattere molto solare e aperto.
Forse l’unico vero “problema” che ho avuto è stato l’adattamento ai prezzi, a Lecce con otto euro mangio una pizza e bevo una birra :-).
L’unica cosa che mi manca è il mare, ci fosse quello qui starei veramente bene!

Cosa ne pensi del coro “Ya-ma let’s go” ?
Sicuramente è già emozionante fare l’ingresso in campo davanti a 5.000 persone che ti applaudono con la canzoncina iniziale che da’ i brividi. Quando poi al palazzetto parte il coro “Ya-ma let’s go” è davvero spettacolare … lo canto sempre anche io dalla panchina 🙂

Immagina di non essere a Busto. Immagina che non esista Busto. Una società italiana alla quale non potresti dire di no?

 Direi la Foppapedretti …. Perché è vero che magari ora ha ridimensionato il budget e di conseguenza il peso della squadra, ma rimane sempre e comunque la Foppapedretti, la società di riferimento del campionato italiano. E poi da piccolina la vedevo sempre in tv.

Pallavolisticamente parlando … hai un mito?
Sicuramente un punto di riferimento è Leo Lo Bianco, ma non solo perché è Leo Lo Bianco, ma perché in fondo un po’ mi ci rivedo … abbiamo alcune caratteristiche comuni, come ad esempio l’altezza .. siamo due nane 🙂 (ride n.d.r.)
Però il mio vero mito è mia mamma!!! Mi sono sempre ispirata a lei, quando ero piccola andavo sempre a vederla giocare e facevo il tifo per lei.

Cosa passa per la testa di una esordiente, quando dall’altra parte della rete si trova giocatrici del calibro di Piccinini e Lo Bianco?
Beh sicuramente fa effetto … fa tanto effetto!
Il primo anno in A1, a Castellana, quando mi sono ritrovata a palleggiare sotto rete a fianco di Leo Lo Bianco mi sentivo incredula, non mi sembrava vero che stesse capitando proprio a me!
Poi pensa che mi hanno fatto una foto, durante una stretta di mano sotto rete, dove si vedono i due numeri 14 con le scritte Lo Bianco e Caracuta … ecco quell’immagine mi ha emozionato.
E devo dire che ancora adesso a volte mi fa effetto giocare con giocatrici di quel calibro … ad esempio non mi sembra vero che quest’anno mi ritroverò ad alzare all’ Arrighetti!!!!

Torniamoa parlare un attimo di Nazionale: se tu fossi l’allenatrice el futuro quale sarebbe la tua squadra ideale?
Diciamo che in realtà a me piace ancora molto il vecchio ciclo e sono convinta che Lo Bianco abbia ancora tantissimo da dare.
Però guardando al futuro forse direi: Bechis – Ortolani diagonale palleggiatore-opposto, Arrighetti – Pisani al centro, Sorokaite – C. Bosetti di banda, Leonardi libero.
Sorokaite in futuro credo potrà dare tanto alla nazionale, ha una buona tecnica e un braccio incredibile. Al centro sicuramente anche Folie e Guiggi sono due ottimi elementi; e come libero, Cardullo a parte, penso che al momento non ci sia nessuna come Leonardi, ha una grinta pazzesca.

E Valeria Caracuta in Nazionale?
MAGARI!!! La nazionale è sempre un po’ il sogno di ogni atleta, e per me continua ad esserlo e continuerò a lavorare per cercare di raggiungerlo. Si dice che un alzatore raggiunga la completa maturazione a 27-28 anni quindi ho ancora tempo davanti per lavorare tanto e impegnarmi al massimo per provare a prendermi la maglia azzurra.

Un po’tutti gli atleti hanno dei portafortuna o dei riti scaramantici. Tu ne hai?
No, non ho grandi riti scaramantici o strani portafortuna. L’unico è il tatuaggio sul braccio, la L di Laura, mia sorella gemella; lei ha la V di Valeria.
E poi l’anno scorso l’unica cosa che facevamo sempre prima di ogni partita era di andare sempre nello stesso bar a fare merenda insieme a Cisky e Chiara Dall’Ora.

Hai un sogno che non riguarda la pallavolo?
Sicuramente costruirmi una bella famiglia. Il mio sogno è il matrimonio. Ma per ora sono ancora giovane, se ne riparlerà tra qualche anno.

Hai qualche Hobby?
Niente di particolare, anche perché non abbiamo moltissimo tempo libero, e quando magari riusciamo a staccare due o tre giorni mi piace passare il tempo con la mia famiglia o con amici.
Sono una ragazza molto tranquilla e non sono per niente amante dei locali notturni o delle discoteche …. non sono nemmeno andata a ballare dopo la vittoria dello scudetto.

A proposito di uscite nel tempo libero … come ti piace vestire?
Dipende … però essendo sempre in tuta sicuramente mi piace mettere i tacchi, anche perché non sono altissima 🙂
Diciamo magliettina, un paio di jeans e scarpa col tacco.

L’ultima domanda… un posto del mondo che vorresti visitare.
(ride n.d.r.) … avendo io paura dell’aereo viaggiare per me è sempre un po’ un incubo … però mi piacerebbe vedere l’Australia o qualche posto del mare dei Caraibi … ma per ora mi sa che me li guarderò su internet … almeno finchè non si inventeranno qualche mezzo di trasposto diverso dall’aereo 🙂

–  Intervista a cura di Elena Monticelli e Marco Fittipaldi –
(foto D. Carabelli, E.Monticelli e M. Fittipaldi)